
Nanà è stata molto più di una semplice gattina: è stata la musa che ha ispirato l’anima del mio atelier Vintage.
La sua storia comincia in una sera d’inverno, quando fu trovata da me e degli amici, insieme ai suoi fratellini sul ciglio di una strada dopo aver perso la mamma, investita poco prima da un’auto. In quel momento difficile, fu Nanà a farsi avanti verso di me, fiera, coraggiosa e di una dolcezza infinita.
Questa piccola gattina tartarugata aveva un segno distintivo: un ciuffo chiaro di peli sulla fronte, una caratteristica che sembrava rispecchiare un segno personale della sua futura compagna umana, dato che anche io ho un neo in mezzo alla fronte. Questo dettaglio, unito al suo carattere vivace e affettuoso, la rese subito speciale.
Il suo nome, Nanà, fu scelto per l’armonia del suono, ispirato all’opera di Émile Zola, ma reinterpretato in chiave personale: non la figura drammatica del romanzo, bensì l’idea di una presenza bella, luminosa e capace di portare gioia.
Nanà ha vissuto circondata da amore e creatività, diventando il simbolo stesso di eleganza spontanea e sensibilità autentica. Proprio da lei nasce l’ispirazione per il mio spazio dedicato al vintage: un omaggio alla bellezza senza tempo, all’intuito sottile e alla grazia naturale.
L’ impronta che ha lasciato continua a vivere nel mio lavoro quotidiano, nei dettagli, nei colori, nello spirito con cui accolgo ogni nuova idea. Nanà rimane, oggi come allora, il mio “terzo occhio”: guida silenziosa di creatività, stile ed emozione.
